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Il tiramisù non ha un padre: ha un lignaggio
La vera storia del dolce italiano più amato al mondo, raccontata senza bandiere.

L’ORIGINE
Da Tiramisù Life siamo, prima di tutto, amanti di questo dolce. Quando qualcuno ci chiede chi ha inventato il tiramisù, non sentiamo il bisogno di incoronare un unico padre. Preferiamo raccontare qualcosa di più bello e, per giunta, di più vero: il tiramisù è una sintesi — l’unione, lungo i secoli, del sentimento italiano per le cose fatte bene.
Quasi nulla di ciò che il mondo ammira è nato da una sola mano. Come le grandi idee, il tiramisù ha preso forma gesto dopo gesto, in cucine nobili e contadine, nel Veneto e in Friuli, finché alcune mani non hanno riunito tutto nella coppa che oggi riconosciamo.
Un dolce che è una piccola mappa d’Italia
Se scomponiamo con cura un tiramisù, ogni ingrediente ci parla di una regione diversa. E la cosa curiosa è che nessuno dei principali è del Veneto, la terra che oggi gli dà il nome.
IL VIAGGIO DI OGNI INGREDIENTE
Tutto comincia da un gesto umile: il tuorlo sbattuto con lo zucchero, lo sbatudin che le nonne del nord davano ai bambini e ai convalescenti. Il suo cugino raffinato è lo zabaione, codificato nelle corti di Torino (Piemonte) già nel Cinquecento.
Da quello stesso Piemonte, terra della Casa Savoia, vengono i savoiardi, creati nel 1348. Il mascarpone è lombardo — compare per iscritto nel 1477. Lo zucchero arrivò dall’Oriente per mano araba in Sicilia, e Venezia ne fece commercio; per Venezia entrò anche il caffè — il cui chicco non è italiano, ma la cui tostatura sì. E il cacao, americano, entrò in Italia da Torino nel 1559.
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Il lignaggio, anno per anno
Un fiume con molti affluenti. Queste sono le date che lo spiegano.
Rinascimento
Il mascarpone zuccherato, ghiottoneria aristocratica della bassa Lombardia.
1348
Nascono i savoiardi alla corte di Amedeo VI di Savoia (Piemonte).
1477
Prima menzione scritta del mascarpone (Pantaleone da Confienza).
1559
Il cacao arriva a Torino con Emanuele Filiberto di Savoia.
1826
Un ricettario riunisce già uovo, zucchero, mascarpone e pan di Spagna.
XIX sec.
Marca Trevigiana austriaca: il lignaggio nobile Tiretta–Salsa (Giuseppina Tiretta, 1829–1917).
Anni ’30
Le riviste pubblicano creme di mascarpone col caffè e coi savoiardi.
1951
Friuli: Norma Pielli e Beppino Del Fabbro rielaborano il «Dolce Torino» all’Albergo Roma di Tolmezzo.
1952
Menù dell’Albergo Roma: il dolce compare come «Trancia al mascarpone» — il documento datato più antico.
1968
Giovanni Comisso trasmette la memoria familiare al professor Manlio Brusatin.
1969–1972
Treviso, Alle Beccherie: Alba Campeol e Roberto «Loli» Linguanotto fissano la versione canonica e il nome «Tiramesù».
1981
Giuseppe Maffioli pubblica la ricetta trevigiana.
2010 · 2017
Deposito notarile dell’Accademia (Treviso) · riconoscimento PAT in Friuli.
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Chi lo ha reso possibile
Non un padre, ma più madri e padri, in due regioni e in due secoli.
I Campeol · Loli Linguanotto
Treviso · 1969–1972
Al ristorante Alle Beccherie, Alba Campeol e il pasticcere Roberto «Loli» Linguanotto (1943–2024) codificano la versione che ha fatto il giro del mondo, a partire dallo sbatutìn che la suocera preparava ad Alba. La loro ricetta è registrata all’Accademia Italiana della Cucina (privata) e la diffuse Giuseppe Maffioli nel 1981. La più famosa — anche se il Veneto non ottenne un sigillo ufficiale.
Il lignaggio Tiretta–Salsa–Comisso
Treviso · XIX secolo
Nobiltà trevigiana. Giuseppina Tiretta (1829–1917), discendente del contino Odoardo Tiretta —rivale di Casanova—, era devota di un dolce che chiamava «tìrame-sospiro-sù». Suo nipote, lo scrittore Giovanni Comisso (1895–1969), trasmise la memoria familiare al professor Manlio Brusatin nel 1968. La radice più antica, raccontata come memoria.
Norma Pielli · Beppino Del Fabbro
Friuli · Tolmezzo (Carnia)
All’Albergo Roma —che gestirono dal 1947 al 1969— Norma rielabora il «Dolce Torino» con mascarpone e savoiardi inzuppati nel caffè; il marito Beppino gli dà il nome. Il documento più antico è un menù del 9 aprile 1952, dove compare come «Trancia al mascarpone». La versione carnica, riconosciuta ufficialmente.
Mario Cosolo · Al Vetturino
Friuli · Pieris (Gorizia)
Pasticcere formatosi alla Pirona di Trieste. La sua Coppa Vetturino —un semifreddo di zabaione— la serve al ristorante di famiglia Al Vetturino dal 1939, e la ribattezza «Tirime su» nel 1947. La versione goriziana, riconosciuta ufficialmente.
DOVE RIPOSA L’EVIDENZA
L’unico riconoscimento ufficiale di un governo è quello del Friuli-Venezia Giulia: il Ministero ha inserito il tiramisù —nelle sue due versioni friulane, carnica e goriziana— nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali, con decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 29 luglio 2017. Treviso, invece, ha la registrazione privata della sua ricetta all’Accademia Italiana della Cucina e la maggiore fama mediatica, ma il Veneto non ottenne un sigillo ufficiale. Lo raccontiamo così com’è: la fama è trevigiana; il sigillo ufficiale, friulano; e la radice, corale.
DUE MODI DI RACCONTARLO
Convivono, senza litigare, due modi di raccontare questa storia. C’è ciò che si racconta — la memoria dei Tiretta e dei Salsa che Comisso ricordava da bambino, o lo sbatutìn della suocera di Alba Campeol. E c’è ciò che è stato scritto e depositato — la ricetta protetta dall’Accademia Italiana della Cucina nel 2010, e il riconoscimento friulano del 2017. Una commuove; l’altra documenta. Noi offriamo entrambe, dicendo sempre qual è quale.
Il genio di Treviso: unire
Il Piemonte ha messo il pan di Spagna e lo sbattuto; la Lombardia, il formaggio; Venezia, il caffè e lo zucchero; l’America, il cacao. Ciò che ha messo Treviso è la cosa più difficile: l’unione — riunire i pezzi, sostituire il liquore col caffè e dargli un nome irresistibile, tiramisù: «tirami su».
Nel cuore dell’Eixample di Barcellona lo facciamo fatto a mano. Non serviamo solo un dolce: serviamo il sentimento d’Italia.
IL NOSTRO PUNTO DI VISTA
Da Tiramisù Life, dopo aver studiato a fondo i diversi punti di vista sul nostro dolce preferito, pensiamo questo. Ci furono precursori —come la «Trancia al mascarpone» dell’Albergo Roma—, ma erano piuttosto prototipi, non il tiramisù che oggi conosciamo. Con gli anni la ricetta si è affinata, e chi lo diffuse in tutto il mondo come il tiramisù che riconosciamo fu Treviso, nel Veneto. Eppure, per noi il tiramisù resta l’unione di più regioni —Lombardia, Piemonte, Friuli e Veneto—. Ci ispiriamo a tutta questa conoscenza e realizziamo la nostra versione, qui a Barcellona; e alla fine, chi decide se è un buon tiramisù sei tu, assaggiandolo. E la storia continua.
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